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Anpas Associazione nazionale pubbliche assistenze
Federazione nazionale delle associazioni di pubblica assistenza e soccorso
Fondo
Anpas Associazione nazionale pubbliche assistenze
  
Record Nr. 2472
Data iniziale 1946
Data finale 2001
Consistenza e supporto dell'unità di descrizione 254 faldoni contenenti 48 registri e 432 fascicoli (con 1237 sottofascicoli) di cui la consistenza degli aggregati è la seguente: 13 faldoni contenenti 85 fascicoli, 40 opuscoli, 1 inserto di depliants e locandine
Storia istituzionale/amministrativa, nota biografica 1. NOTIZIE STORICHE: La necessità di organizzare un coordinamento tra le varie associazioni di pubblica assistenza fu già ben presente durante il primo Congresso nazionale di Spoleto, nel 1892, che riunì 29 associazioni (12 toscane, 4 liguri, 4 laziali, 2 lombarde, 2 piemontesi, 2 siciliane, una emiliana, una umbra e una pugliese) insieme anche ad enti diversi come la Società di cremazione o la prestigiosa Accademia dei Georgofili di Firenze. I periodici incontri che seguirono (Roma 1895, Pisa 1896, Firenze 1899, Napoli 1901, Livorno 1903) andarono tutti in direzione del progetto di costituzione di un organismo di indirizzo generale e di coordinamento di un associazionismo che oramai spaziava in moltissimi campi e trovava il favore del contesto politico di allora (si pensi alla legge Giolitti istitutiva del Consiglio superiore dell'assistenza pubblica e della beneficenza). Così, nel 1903 si costituì l'Unione regionale toscana, mentre nel 1904, durante il Congresso di Spoleto, si dette vita alla Federazione nazionale, eretta nel 1911 in ente morale, che fece del movimento una realtà nazionale organizzata basata sull'adesione spontanea di realtà locali aventi organismi di dirigenza autonomi e sovrani. Si trattò del primo modello di associazionismo in Europa contrapposto a quello tedesco, burocratico e centralistico. In questi anni continuò, inarrestabile, lo sviluppo del movimento, soprattutto nell'Italia centro-settentrionale, con propagazioni nelle grandi città del Meridione (storicamente fu proprio il Meridione a mettere alla prova l'associazionismo dapprima con l'epidemia colerica di Napoli, nel 1884, e, nel 1908, col terribile terremoto di Messina) . Nel 1915 le federate furono già 150 con circa centomila aderenti, fermate solo dal grande conflitto mondiale in quanto completamente assorbite dall'attività di assistenza dei feriti negli ospedali. La sede della Federazione intanto si spostò da Spoleto a Roma ed infine a Firenze. Il Congresso di Fiume, nel 1924, vide la presenza di 218 associate. Ma la vera sciagura per le pubbliche assistenze non fu la guerra, bensì il regime fascista che volle cancellarle, distruggendo persino i loro archivi, ponendole sotto tutela prefettizia ed espropriandole a favore della Croce rossa, assai più addomesticata alla logica corporativa e parastatale del fascismo. La Federazione stessa fu cancellata nel 1933 e alcune associazioni riuscirono a vivere in clandestinità e a soccorrere i detenuti politici. Altre dovettero ottenere il riconoscimento di Ipab (Istituti pubblici di assistenza e beneficenza). Con la Liberazione il movimento si riappropriò lentamente delle sedi e dei mezzi e ripristinò i vecchi statuti: la storia ripartì dal Congresso di Milano nel 1946, ovvero dalle macerie di un Paese che per rinascere aveva bisogno anche di riorganizzare la pubblica assistenza. In quell'occasione 64 associazioni risorsero (27 in Toscana, 25 in Liguria, 4 in Lombardia, 3 in Piemonte, 2 in Emilia Romagna, 2 in Veneto e una nelle Marche). Nel Congresso si approvò lo Statuto della Federazione, dandole sede a Milano, si elesse il Consiglio e si affrontarono le problematiche legate al rapporto tra pubblica assistenza e Croce rossa. Furono anni difficilissimi per le tante tragiche sfide (1951 l'alluvione del Polesine, 1963 il Vajont, 1966 l'alluvione di Firenze, 1968 il terremoto del Belice), fatti di duro e spesso isolato lavoro quotidiano, di grandi sacrifici e di scarsa attenzione delle istituzioni alle esigenze del Movimento, che chiedeva una nuova legge sul volontariato alla luce di una persistente continuità legislativa ancora appannaggio della Croce rossa. In modo lento ma costante, il numero delle associazioni crebbe (150 nel 1969, 175 nel 1978) e, per la prima volta dopo decenni di indifferenza istituzionale, si riconobbe, in occasione della legge di riforma sanitaria (l. 348/1978), la presenza ed il ruolo attivo delle associazioni nella realizzazione del Servizio sanitario nazionale (un simile riconoscimento fu ottenuto qualche anno prima anche nel campo della protezione civile), sancito durante il Congresso di Sarzana del 1978, che pose le basi del rinnovo della Federazione nazionale. Da quell'anno le attività e gli impegni si estesero ben oltre il tradizionale trasporto sanitario e anche la geografia del fenomeno mutò, mostrando nuova linfa in contesti dove ancora non si era sufficientemente sviluppato, come in Campania, Puglia e Calabria. Il modello organizzativo richiese nuovi interventi che suggerirono una struttura meno federale e più accentrata, con un Consiglio direttivo affiancato da una Direzione nazionale con ampi poteri esecutivi, come emerse durante i lavori del Congresso di Lerici del 1987, che dette vita all'attuale Associazione nazionale pubbliche assistenze - Anpas. La nuova Associazione fu sin da subito impegnata nella formulazione della nuova legge quadro sul volontariato (1991) e della legge 381 sulle cooperative sociali. Durante il Congresso di Modena, nel 1993, si approvò un documento finale in cui si ribadì il ruolo dell'Anpas come nuovo soggetto politico di rappresentanza dei cittadini, che opera trasversalmente alla vita politica italiana attraverso il servizio, ma sopprattutto attraverso l'interlocuzione con le istituzioni e la rivendicazione dei diritti dei più deboli. In questa sede Anpas prese atto, definitivamente, della necessità di superare la logica del servizio per appropriarsi del ruolo ideale di cittadinanza partecipativa.
 Importanti cambiamenti segnavano la vita dell'Ente che fu chiamato alla formulazione di una nuova legislazione sociale: nel 2000 venne approvata la legge 383 di disciplina delle associazioni di promozione sociale;
nel 2001 si approvava la legge quadro 328 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
 Oggi le pubbliche assistenze aderenti all'Anpas sono 880 presenti in 18 regioni (con 16 Comitati regionali), con 100.000 volontari e 700.000 soci che svolgono servizi sul territorio con 2.700 ambulanze, 300 mezzi di protezione civile, 400 per trasporti sanitari. L'Anpas è uno dei più importanti enti di Servizio Civile (dal 1981), dapprima con 3.000 obiettori in servizio presso le pubbliche assistenze, poi accreditato quale ente di prima classe per il Servizio Civile Nazionale: a dicembre 2006 conta circa 2.000 ragazzi in servizio civile nazionale ed oltre 500 sedi di attuazione accreditate. L'Anpas è inoltre un ente autorizzato per le adozioni internazionali in Armenia, Bulgaria, Costa Rica, Gambia, Kenia, Mauritius, Nepal, Sri Lanka e Venezuela. Presidenti: ▪ Luigi Filippo Paletti (dal 1904 al 1922) ▪ Cesare Lari (dal 1922 al 1930) ▪ Ezio Pontremoli (dal 1946 al 1947) ▪ Alessandro Zanchi (dal 1947 al 1954) ▪ Vittore Menichelli (dal 1954 al 1956) ▪ Eugenio Maurizio (dal 1956 al 1958) ▪ Acrisio Bianchini (dal 1958 al 1972) ▪ Enzo Fossi (dal 1972 al 1974) ▪ Vasco Puccini (dal 1974 al 1978) ▪ Patrizio Petrucci (dal 1978 al 1994) ▪ Luciano Dematteis (dal 1994 al 1996) ▪ Luigi Bulleri (dal 1996 al 2004)
2. NOTIZIE SULLA STORIA ISTITUZIONALE-AMMINISTRATIVA La Federazione nazionale delle associazioni di pubblica assistenza e soccorso nacque in occasione del Congresso delle pubbliche assistenze tenutosi a Spoleto nel 1904. L’anno prima, nel 1903, si era costituita l’Unione regionale Toscana. La Federazione fu eretta in ente morale con R.D. 18 giugno 1911, n. 638 ed iscritta al registro del volontariato della Regione Toscana con decreto n. 574 del 31 gennaio 1996. Il primo statuto della Federazione fu approvato con deliberazione del 15 dicembre 1907 del Consiglio federale e del Congresso nazionale delle società federate, tenutosi ad Ancona (7 aprile 1911). Dal primo statuto risulta che la Federazione era rappresentata, amministrata e diretta da un Consiglio federale composto di 30 membri di cui almeno 7 residenti nel luogo in cui il Consiglio sedeva. Le elezioni del Consiglio erano previste ad ogni Congresso nazionale: per il primo anno le elezioni – in attesa del primo Congresso – furono fatte mediante referendum delle singole associazioni federate. Il Consiglio federale si adunava, di regola, due volte all’anno in aprile e novembre. Il Congresso eleggeva il Presidente, mentre il Consiglio il Vice-presidente, il Segretario, il Vice-segretario ed il Cassiere. Il Congresso rappresentava il il potere deliberante della Federazione e si adunava possibilmente nella città prescelta dal Congresso precedente, ed in mancanza, dal Consiglio. Il Congresso era costituito dalle società federate rappresentate dai legittimi delegati. Ai Congressi potevano partecipare anche le società non federate senza diritto di voto sulle materie attinenti la Federazione. Al Consiglio spettava di stabilire la data del Congresso, la compilazione dell’ordine del giorno con i relativi adempimenti. Il Congresso approvava i bilanci preventivi e consuntivi della Federazione. Un considerevole affievolimento della vita istituzionale si ebbe durante il primo periodo bellico, quando l’attività delle pubbliche assistenze incluse nella zona di guerra (fino a Bologna) furono assorbite nell’attività ospedaliera. Negli anni del dopoguerra esse rifiorirono in una caratterizzazione anti-militarista e pacifista che dette nuovo impulso alla funzione d’indirizzo politico della Federazione, che intanto aveva spostato la sua sede da Spoleto a Roma ed infine a Firenze. Ma il fascismo volle regimentare quella scomoda presenza democratica e, con il R.D. 84 del 12 febbraio 1930, sciolse tutte le associazioni prive di riconoscimento giuridico (quello previsto per le Ipab – Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza) e ne trasferì le competenze alla Croce rossa, ulteriormente burocratizzata e parastatale in una logica funzionale al potere. Poste così sotto la tutela prefettizia, persero il riferimento istituzionale federale e videro soppressi i loro statuti: i consiglieri direttivi erano nominati dal Prefetto che così poté esercitare una forma di controllo sul corpo sociale. Nel 1933 la Federazione fu sciolta ed il suo patrimonio fu assorbito dalla Croce rossa italiana. Il 21 dicembre 1946 si ricostituì la Federazione ad opera delle pubbliche assistenze sopravvissute allo scioglimento. Nel primo Congresso, tenutosi in quell’anno a Milano, fu approvato lo Statuto, fu scelta la sede federale, in Milano, e fu eletto il Consiglio. Nel nuovo Statuto si stabilivano gli organi sociali (Presidente, Presidenza, Consiglio, Congresso, Revisore dei conti). Il Presidente era il legale rappresentante della Federazione e convocava presiedendoli l’ufficio di presidenza, il Consiglio e il Congresso. La presidenza era composta dal Presidente, da due vice-presidenti, da un segretario e da un cassiere ed era convocata dal Presidente ogni qualvolta ve ne fosse bisogno, col compito di stabilire gli argomenti di discussione da sottoporre al Consiglio e di dare esecuzioni alle deliberazioni dello stesso. Il Consiglio era composto da 15 membri eletti dal Congresso, dei quali almeno 10 appartenenti a società aderenti aventi sede in città diverse da quella della Federazione. Esso doveva esprimere, nei limiti del possibile, la rappresentanza di tutte le provincie ove fossero presenti le pubbliche assistenze. Gli eletti duravano in carica un anno con possibilità di rielezione. Il Consiglio eleggeva nel proprio seno la presidenza. Esso adunava ordinariamente ogni semestre e straordinariamente quando la presidenza lo avesse richiesto o quando lo avessero fatto almeno 8 consiglieri mediante richiesta scritta e motivata. Il Consiglio aveva il compito di dare esecuzione ai deliberati del Congresso; di preparare l’ordine del giorno del Congresso; di formare il regolamento per l’attivazione dello statuto; di predisporre i bilanci preventivi e consultivi da sottoporre al Congresso ed in genere di svolgere tutti i compiti affidategli dalle leggi che regolano gli enti con personalità giuridica. Spettava inoltre al Consiglio di deliberare sulla accettazione di legati, istituti ereditari e donazioni a favore della Federazione. Il Consiglio era legalmente costituito quando fossero presenti o rappresentati almeno 11 consiglieri. I consiglieri residenti fuori dalla sede della Federazione potevano farsi rappresentare da altro consigliere con delibera scritta e col limite di due voti. Il Congresso nazionale era l’organo deliberativo della Federazione e si adunava ogni anno entro il mese di ottobre per approvare il bilancio preventivo e consuntivo e per deliberare sull’ordine del giorno. L’adunanza straordinaria avveniva dietro richiesta di almeno 25 società federate o ogni volta che il Consiglio riteneva opportuno. Il Congresso era composto dai presidenti in carica delle federate, i quali potevano farsi sostituire da altri rappresentanti di pubbliche assistenze. Laddove vi erano le associazioni provinciali le federate potevano farsi rappresentare dai rispettivi presidenti di quelle, pur mantenendo il diritto di intervenire al Congresso. Ogni deliberazione era però demandata ai rappresentanti delle rispettive associazioni provinciali, le quali avevano diritto ad un voto per ogni società di pubblica assistenza rappresentata. Avevano inoltre facoltà d’intervento al Congresso, oltre ai presidenti, altri due rappresentanti per ogni società o associazione, senza diritto di voto. Il Congresso risultava legalmente costituito in prima convocazione con la rappresentanza effettiva o per delibera, di almeno la metà più uno delle federate e le sue deliberazioni erano approvate a maggioranza assoluta. Nel caso delle modifiche statutarie o dello scioglimento della Federazione, a maggioranza qualificata di due terzi. La data di convocazione del Congresso veniva comunicata alle federate tre mesi prima in modo tale da poterle fare intervenire sull’argomentazione dell’ordine del giorno. Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta si fecero varie ipotesi di modifica dello Statuto del 1946: il nodo rimaneva quello della restituzione della personalità giuridica (si pensi ai numerosi contatti avuti in proposito col ministero della salute), essendo stato lo scioglimento degli anni Trenta non una libera decisione ma un’imposizione coercitiva. A partire dal 1961 lo Statuto della Federazione richiedeva l'approvato mediante DPR. Le modifiche statutarie successive al primo Statuto furono quelle del settembre 1975 (Assemblea di Rapallo) e del maggio 1979 (Assemblea di Asti) entrambe approvate con DPR n. 950 del 5 dicembre 1983. Con la modifica dello Statuto del 1975 si trasferì la sede da Milano a Roma. Nell’Assemblea di Lerici del 1987 un nuovo Statuto (approvato con DPR 7 settembre 1989) stabilì la nuova denominazione in Anpas – Associazione nazionale pubbliche assistenze. Nel 1999, col nuovo Statuto (GU 22.02.1999) si è rivisto il modello organizzativo per adeguarsi alle trasformazioni sociali e politiche in corso, cogliendo le opportunità offerte dal riordino dello Stato sociale. Il nuovo modello distingue ruoli e funzioni di livello nazionale e regionale alla luce del processo di decentramento amministrativo e decisionale e dell’orientamento verso un welfare di tipo federale. A livello nazionale Anpas svolge alcune funzioni di direzione, rappresentanza politica e promozione di grandi servizi e progetti; a livello locale i Comitati regionali (già Unioni fino al 1989, poi Sezioni fino 1997) o interregionali (consentiti tra regioni limitrofe qualora una di esse non abbia le associazioni necessarie per costituire un Comitato) assumono un ruolo di coordinamento delle pubbliche assistenze e di definizione dei rapporti istituzionali con gli enti locali. La partecipazione diretta delle associate al Congresso nazionale consente un loro più diretto coinvolgimento nel dibattito e nella elaborazione degli obiettivi e del piano di lavoro del movimento e rafforza la relazione tra Anpas nazionale e le singole associate. Il Congresso è un organismo snello e composto da rappresentanti di ogni singola realtà regionale e da una componente elettiva per assicurare una visione unitaria del movimento. Il Congresso del 2005 (49°) ha sancito la centralità del socio nel movimento Anpas e l’importanza del tesseramento nazionale per dare la rappresentanza e l’identità unica al patrimonio umano che forma le associazioni. La sede legale ed amministrativa è a Firenze. Gli organi nazionali sono: - Congresso nazionale - Assemblea nazionale - Consiglio nazionale - Presidente nazionale - Direzione nazionale - Collegio nazionale dei revisori dei conti - Collegio nazionale dei probiviri
Archivio Anpas Associazione nazionale pubbliche assistenze
Livello archivistico Fondo
Lingua di pubblicazione Italiano
1. Circolari e avvisi con allegati (1972-2001)
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2. Statuti e Regolamenti (1946-1989)
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3. Protocolli della corrispondenza (1990-1997)
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4. Documenti del Congresso nazionale (1946-1999)
Serie
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5. Documenti del Consiglio nazionale (1947-1999)
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6. Verbali della Direzione nazionale (1990-1998)
Serie
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7. Verbali del Collegio dei probiviri (1990-1996)
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8. Verbali delle riunioni del Collegio dei sindaci revisori (1973-1998)
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9. Estratti dai verbali di materia finanziaria (1972-1977)
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Altro
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10. Rapporti con le organizzazioni territoriali (1971-1999)
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11. Rapporti con le associazioni aderenti (1967-1993)
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12. Bilanci (1974-1999)
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13. Registri contabili (1975-2000)
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14. Commissioni e gruppi di lavoro (1981-2002)
Serie
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15. Iniziative (1978-2011)
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16. Progetti (1984-2000)
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17. Settore di Protezione civile (1966-2013)
Serie
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18. Settore Formazione (1991-2012)
Serie
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19. Settore Cooperazione internazionale (2000-)
Serie
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20. Settore adozioni internazionali (1991-2010)
Serie
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21. Tesseramento soci e volontari (1989-2000)
Serie
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22. Obiezione di coscienza (1974-2004)
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23. Documentazione miscellanea (1947-2004, con precedenti dal 1901)
Serie
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24. Archivio aggregato: Fratellanza popolare Palazzuolo sul Senio (1952-1979)
Fratellanza popolare Palazzuolo sul Senio
Sottofondo
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25. Archivio aggregato: PA Sistem (1987-2002)
P.A. S.I.ST.EM Sistemi, servizi e tecnologie per le emergenze delle pubbliche assistenze
Sottofondo
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26. Archivio aggregato: ACI Elisoccorso (1988-1996)
Federazione nazionale delle associazioni di pubblica assistenza e soccorso
Sottofondo
Anpas Associazione nazionale pubbliche assistenze
27. Archivio aggregato: Centro studi e formazione del volontariato (CESVOL) (1988-1997)
Centro studi e formazione del volontariato
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28. Archivio aggregato: Associazione nazionale per lo sviluppo dell'elisoccorso Elinsieme (1992-1994)
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29. Archivio aggregato: IREOS S.p.A. Servizi di teleassistenza e telemedicina (1994-1998)
IREOS S.p.A. Servizi di teleassistenza e telemedicina
Sottofondo
Anpas Associazione nazionale pubbliche assistenze
30. Archivio aggregato: Aster X società consortile per il terzo settore (1996-2006)
Aster X società consortile per il terzo settore
Sottofondo
Anpas Associazione nazionale pubbliche assistenze
31. Archivio aggregato: Unaterra società di mutuo soccorso (1997-2005)
Unaterra società di mutuo soccorso Roma
Sottofondo
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32. Archivio aggregato: Anpas solidarietà internazionale ONG (1999-2005)
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